Terrore al piano superiore

Era un mercoledì quando Lukas ci propose di andare a fare un gioco in un manicomio abbandonato vicino a casa sua. Eravamo titubanti a causa delle diverse leggende metropolitane raccontate di generazione in generazione. 

Alla fine io, Kate e Richie ci facemmo coraggio e accettammo. Ci eravamo organizzati a scuola per andarci sabato sera portando diverse torce e strumenti per andare a caccia di fantasmi. 

Sabato, quando mi preparai per andare in esplorazione, sentii un brivido lungo la schiena, avevo così tanta paura addosso che non riuscivo nemmeno a respirare. 

Uscii di casa con uno zainetto e la mia bicicletta e iniziai a pedalare per raggiungere i miei amici. Arrivato al manicomio ero da solo, perciò mi sedetti e aspettai l’arrivo degli altri. 

Mentre stavo controllando di avere tutto l’occorrente dentro allo zaino vidi muoversi qualcosa davanti a me. In panico accesi la torcia e illuminai la strada di fronte a me. 

Osservai per bene tutto quello che mi circondava, impaurito, fino a quando sentii una mano stringermi la spalla. Tirai un urlo per lo spavento accompagnato da risate familiari, allora mi resi conto che erano semplicemente i miei amici. 

Decidemmo di entrare. Spalancata la vecchia porta arrugginita dell’edificio l’aria si fece pesante come se non fosse stato aperto da un’eternità. 

Scrutai ogni angolo dell’ingresso e vidi diversi fogli sparsi sul pavimento, probabilmente erano le schede appartenenti ai pazienti. 

Mi girai verso i miei compagni e vidi Kate tremare, stava morendo di paura. Invece Lukas e Richie erano molto tranquilli come se sapessero alla perfezione cosa fare. 

Girando il corridoio ci imbattemmo in delle lunghe e ripide scale. Quando feci il primo scalino sentì un respiro sulla spalla sinistra e mi vennero forti brivide sulle braccia. 

Andammo in una stanza piccolina e ci sedemmo in cerchio. Lukas ci spiegò quello che dovevamo fare mentre tirò fuori dallo zaino una strana tavola. 

Ci spiegò che era una tavola per interagire con gli spiriti. 

Nella mia testa tutto quello che stavamo facendo non aveva senso.  

Sentivo un forte senso di angoscia nel petto come se stesse per succedere qualcosa. I miei pensieri furono frenati da un fortissimo colpo al piano di sotto, come se fosse stato lanciato qualcosa di pensante.

Iniziato il rituale di evocazione vidi sul viso di Kate scendere una lacrima. Richie stava facendo domande al presunto spirito mentre Lukas stava cantando una canzoncina inquietante. 

Sentimmo un urlo seguito da una risata di un bambino allora decidemmo di dividerci per andare a controllare. 

Io, Kate e Richie scendemmo le scale lentamente frenati dalla intensa paura, mentre Lukas decise di restare al piano di sopra per controllare i nostri zaini. 

Scese le ripide scale iniziammo a scrutare tutto lo spazio. Non mi sentivo per niente bene, mi girava la testa e stavo morendo d'ansia. 

A quanto pare non c'era nulla, perciò lanciammo un respiro di sollievo. 

Mentre salivamo le scale ci fu un grosso tonfo proveniente dal piano di sopra. 

Accelerando il passo preoccupati per Lukas vedemmo una strana figura simile a un bambino trascinare il nostro amico nel corridoio. 

Increduli scappammo a gambe levate senza preoccuparci di prendere gli zaini. Usciti dal manicomio presi la bici insieme ai miei amici e pedalai il più forte possibile. 

Quella notte non riuscii a dormire, mi scorrevano troppe domande in testa a cui non riuscivo a dare una risposta. 

Il lunedì mattina a scuola non ci fu nessuna traccia di Lukas.


Irene

Classe 2G




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