Per "Moro"
Quando si pensa alla Liberazione tutti dicono che è avvenuta il 25 aprile 1945, ma questo è vero solo in parte, perché una città, un popolo, una terra fertile di speranza si è liberata il giorno prima, interamente con le sue forze, diventando un simbolo della Resistenza: Genova.
Tutto questo lo dobbiamo a quei ragazzi dai puri valori, le braccia della libertà, i partigiani.
Loro si battevano per restituire la libertà ad una terra che l’aveva perduta, ogni squadra faceva la sua parte per scacciare l’invasore, tra questi gruppi merita di essere citata la Brigata Volante Severino, di cui Michele “Gino” Campanella teneva saggiamente le redini.
L’ultimo rappresentante, Elio “Moro” Fossati si è appena spento nella Superba, la città che difese con coraggio.
Egli compiva, insieme ai suoi gloriosi compagni, sabotaggi, attacchi verso presidi fascisti, diffondeva stampa clandestina e armi, strumenti essenziali per diffondere il bisogno di Liberazione.
La brigata era definita “Volante”, per la sua capacità di compiere veloci spostamenti tra la Valbisagno e le aree orientali di Genova, unendo la città con trame di libertà.
Elio ha passato il testimone della Resistenza ai ragazzi nelle scuole, così come il partigiano Giotto, per essere certi che le barbarie fasciste siano solo un lontano ricordo.
Il giorno 9 dicembre si sono celebrati i funerali in ricordo di un’anima tanto buona ed esemplare, che non abbandonò mai i valori che lo guidarono per i monti.
Giulio
Classe 3G
Purtroppo si, il partigiano “Moro” a ben 99 anni è scomparso, ultimo partigiano della Brigata Volante Severino.
Diventato partigiano a soli 17 anni, pochi più di noi, decise di unirsi alla lotta per la Resistenza e difendere la dignità del suo paese.
Negli ultimi anni era diventato ormai un punto di riferimento della memoria resistenziale della Val Bisagno.
Una sua testimonianza che mi ha colpito molto è quella in cui parla dell’ingresso in Corso Torino, durante la Liberazione, che lui paragona a “una sala da ballo”.
Questa sua frase mi ha colpito molto perché l’ha detto con una scioltezza e tranquillità che mi lascia ora un gran senso di vuoto.
Moro era un testimone diretto che custodiva e trasmetteva la memoria delle lotte per la libertà del suo paese.
Per me è stato un uomo molto significativo.
Pietro T.
Classe 3G
Giotto ci ha parlato di Severino che durante la guerra ha protetto Enrica Canepa e della brigata volante a cui, dopo la sua morte, è stato dato il suo nome.



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