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Il mio cantante del cuore

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Non sono quel tipo di persona che ascolta rapper del momento. Mi piace distinguermi dagli altri ascoltando qualcosa di meno recente.  Un artista che particolarmente ho nel cuore è Fabri Fibra. L’ho conosciuto per la prima volta quando ero davvero piccolina, grazie ai miei genitori che lo hanno sempre ascoltato. Da piccola però non capivo di cosa parlava. Crescendo, ho riascoltato molti dei suoi testi che conoscevo già, per poi appassionarmi ai suoi album più vecchi (come Mr. Simpatia ), grazie a mio fratello.  In molti suoi testi ho visto davvero tante situazioni che ci accomunano, come per esempio le situazioni in famiglia e il fatto di non sentirsi abbastanza.  Sono argomenti che nella musica mi fanno riempire il cuore di un’immensa felicità, per il fatto che almeno non sono da sola. Grazie a lui ho visto una luce di speranza e mi ha dimostrato che tutto è possibile. Le canzoni che mi stanno più a cuore sono: Mio padre, L’uomo nel mirino e Panico. Mio padre è una canzo...

KID YUGI

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Francesco Stati, in arte Kid Yugi, nasce a Massafra il 14 Aprile del 2001 ed è un rapper. Esordisce con “The Globe” nel 2022. Nel 2023 pubblica “Quarto di Bue”, poi nel 2024 “Tutti i Nomi del Diavolo”. L’ultimo del 2026, “Anche gli Eroi Muoiono”, è il mio album preferito.  In quest'ultimo la canzone che mi piace di più è “Davide Golia” perché parla di un mondo marcio. Ci sono persone che comunque riescono a combattere e te lo fa capire tramite delle  allegorie come “un filo d’erba che sfida una mietitrebbia" oppure “un cane con la rabbia che chiede una carezza". Invece alla fine del brano l'artista si pone delle domande come "Perché il male vince sempre nei modi più subdoli?” oppure “Perché i potenti vincono mentre gli eroi muoiono?". Io ho scelto questo artista perché è quello che in questo momento mi rispecchia di più e che preferisco ascoltare, soprattutto quando ho bisogno di riflettere. Spesso, infatti, mi capita di ascoltarlo e fermarmi per capire le ...

The Beautiful Game

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"The Beautiful Game" è un film uscito nel 2024 che parla di una competizione a livello mondiale: la Homeless World Cup. Parla anche della storia di Vinny Walker, un ex calciatore del West Ham, ormai rimasto senzatetto, che viene reclutato per la nazionale inglese degli homeless. La nazionale di calcio inglese, guidata dal suo allenatore Mal, parte per la Homeless World Cup a Roma; all'ultimo si aggiunge Vinny, decidono così di portare il talentuoso attaccante con loro.  Vinny era molto introverso con i compagni di squadra, ma aveva anche lui una storia difficile dietro a questa maschera di menefreghismo verso i suoi compagni.  Lui aveva giocato a calcio professionistico: aveva un contratto con il West Ham, ma un giorno fu cacciato perché non era all'altezza, secondo il club.  Vinny era molto importante per la nazionale inglese perché era l'unico che sapeva giocare a calcio bene, ma era molto spavaldo.  Questo torneo insegna che si possono incontrare persone con ...

Scrivere per resistere

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Cara Anna, ti scrivo per dirti che sei riuscita a realizzare il tuo sogno di diventare una scrittrice. Anche io, come te, ho una grande passione per la scrittura: spesso scrivo su fogli sparsi tutto quello che mi passa per la testa. Una cosa che ho capito guardando il film creato per te è che abbiamo un carattere molto simile. Siamo tutte e due persone solari che non si abbattono mai, proviamo sempre a rimanere positive anche quando è impossibile esserlo. Nel film ho notato come racconti la tua storia con Peter. Anche io ho trovato la mia metà ed è davvero buffo vedere come riusciamo a perdere la testa per un ragazzo. Una cosa che mi è rimasta impressa è il modo in cui inizi a crescere: incominci a vedere il tuo corpo come se fosse disgustoso e non riesci ad aprirti con le altre persone. So come ti sei sentita, ma è normale: è solo un processo di crescita. Spero che non scoppi un’altra guerra perché non saprei come comportarmi. Grazie per aver lasciato le tue preziose testimonianze. Se...

“Scalzi e laceri, eppure felici”

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Questa è la frase che più mi ha dato da pensare del libro “Oltre il ponte” che ci è stato donato oggi dal partigiano Giotto. I partigiani non avevano beni materiali, ma avevano l’umanità, cosa non scontata. Avevano il niente, ma allo stesso tempo avevano tutto. Uomini, ragazzi di nemmeno vent’anni imbracciavano armi. Perché la società imponeva di chinare la testa, ma loro no. Loro avevano il bene nel cuore, nonostante intorno fosse tutto odio. Il termine partigiano indica una persona che combatte contro un regime. Secondo me, il termine “combatte” è troppo generale. Sì, combattevano con la forza, ma anche col desiderio di potersi esprimere senza dover scappare sui monti rischiando la vita. Semplicemente di poter vivere davvero. Quel desiderio era talmente forte da riuscire a battere i nazisti. Ha fatto il suo lavoro anche l’attesa. L’attesa di un giorno più umano. Ormai non tutti sanno la loro storia. Bisogna raccontarla. Raccontarla per non farla più succedere. Per non dover più comba...

La paura e il coraggio

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Oggi abbiamo incontrato Giordano Bruschi, un  grande e fortissimo partigiano che ci ha parlato  degli Alpini che verranno a Genova. Una cosa che  mi ha fatto riflettere è che tutti gli Alpini, ogni volta  che uno di loro li lasciava, cantavano delle  canzoni.  Pensare che ogni volta che le cantavano  il loro coro diminuiva, mi fa stare male. Giordano è  una forza perché, anche se ha vissuto un secolo,  lui si ricorda tutto nei minimi dettagli come canzoni,  poesie e la storia dei suoi compagni. Immedesimandosi nella famiglia di ogni partigiano  e Alpino e nella loro principale paura: che il proprio  familiare non potesse tornare a casa. La paura di non riuscire a farcela, sia mentalmente  che fisicamente. La paura di non rivedere la  propria famiglia e la città distrutta. Credo che la più grande nemica sia proprio la  paura. Nonostante questa nemica i partigiani  hanno lottato con coraggio per aver libero il...

Lettera dall’altra parte del ponte

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Avevamo 20 anni, oltre il ponte, la bandiera nera sventolava nel freddo del 'inverno. Abbiamo 20 anni e siamo in piazza a manifestare per il coraggio di chi ha combattuto. Avevamo 20 anni quando siamo partiti in mil e e tornati a casa in cento. Abbiamo 12 anni e per la prima volta la prof ci ha portato ad ascoltare un partigiano. Avevamo 20 anni quando per l'ultima volta ho visto le sue guance di pesca. Abbiamo 7 anni e siamo andati dal a nonna che ci ha cantato le canzoni dei partigiani e ci ha detto di ricordarle per sempre. Avevamo 20 anni quando eravamo scalzi e laceri sui monti. Abbiamo 30 anni e ora siamo qua a raccontare la memoria e il coraggio di chi ha combattuto ai nostri figli. Avevamo 20 anni quando marciavamo con l’anima in spala. Abbiamo 80 anni e raccontiamo la memoria ai nostri nipotini. Avevamo 20 anni quando i nostri occhi si spensero in un campo di papaveri rossi. Anna 3G