Ricordando Johann Rukeli Trollmann
Rukeli, significa alberello nella lingua del popolo sinti, ma dietro queste lettere si cela un grande campione.
Un uomo forte e determinato, ma soprattutto resiliente.
Trollmann fu un abile pugile tedesco di etnia sinti: un popolo nomade europeo, che venne perseguitato dai Nazisti.
Trollmann aveva la stoffa, vinceva tutto; ma nel frattempo Adolf Hitler salì al potere, Johann e il suo popolo non furono esclusi dalle persecuzioni.
Johann si contese la cintura da campione con un pugile ariano, i giudici furono costretti ad annullare l’incontro: uno zingaro non poteva vincere.
Trollman tornò sul ring a testa alta, si cosparse il corpo di farina e si ossigenò i capelli: era la caricatura di un ariano, perse l’incontro.
Dopo la sconfitta fu deportato al campo di concentramento di Neuengamme; lì disputò, ogni giorno, incontri con altri detenuti, per qualche tozzo di pane in più.
Fu trasferito al campo di Wittenberge, dove sfidò Emil Cornelius; Trollmann fece quello che gli riusciva meglio: boxare.
31 marzo 1944: un campione si spense. La sua vittoria gli costò la vita; portò sempre la scritta "Gipsy” (zingaro) cucita con onore sui pantaloncini.
Trollmann, l’uomo che ebbe il coraggio di credere nelle proprie radici, le radici di un alberello che si è sempre piegato senza spezzarsi.
Questa lettera non è dedicata solo al campione, ma a chiunque farà tesoro dei suoi insegnamenti.
Giulio
Classe 3G

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