L'isola

Come ogni sabato, Beatrice, Ginevra, Vittoria, Edoardo, Tommaso e Nicolò andarono a fare un giro con la barca di Ginevra. Come sempre si divertirono tantissimo, tra balli di gruppo, tuffi e tornei di carte. 

Mentre facevano un torneo di Uno, l’ancora si sganciò e il mare diventò mosso a causa di una tempesta, ma loro erano così concentrati sul gioco che non se ne accorsero.

A un certo punto però la barca iniziò a ondeggiare più forte e finalmente se ne accorsero, ma era troppo tardi.

Iniziò a piovere.

Nel cercare di tornare indietro, la vela, per colpa del vento troppo forte, si ruppe., Un’onda gigante li travolse e la barca iniziò ad affondare.

Per fortuna tutti sapevano nuotare e quindi non affogarono.

Edoardo vide un’ isola e urlò di nuotare tutti in quella direzione.

I primi ad arrivare furono Ginevra e Tommaso, e poi Vittoria, Nicolò e Edoardo.

Quest'ultimo si accorse che mancava Beatrice e iniziò a urlare il suo nome.

Erano tutti terrorizzati e preoccupatissimi per lei.

Poi Edoardo si buttò in mare per cercarla e la trovò incastrata alla vela.

Cercando di disincastrarsi, Beatrice si fece male alla caviglia, ma Edoardo snodò la vela e la portò a riva da tutti gli altri.

Fu molto romantico perché, facendole male la caviglia, Beatrice non riusciva a camminare e Edoardo la portò in braccio. 

Essendo fidanzati non fu uno shock per gli altri ma fu comunque molto carino.

Oltre a Edoardo e Beatrice c’erano altre due coppie: Nicolò e Ginevra e Tommaso e Vittoria.

Una volta che tutti erano in salvo iniziarono a capire dove si trovavano. 

Era l’Isola Inloa, completamente disabitata, dove c'erano solo flora e fauna. I ragazzi iniziarono a cercare un posto dove ripararsi dalla tempesta e trovarono una grotta, dove dentro trovarono delle coperte fatte di pelli, della legna e delle incisioni raffiguranti una storia.

Sembravano di epoca normanna, ma intanto c’erano solo figure, quindi si riusciva a capire. 

Aveva appena smesso di piovere e i ragazzi si divisero i compiti da fare: il compito di Edoardo e Tommaso era quello di ispezionare il resto dell’isola, quello di Beatrice e Vittoria era di cercare e portare dalla grotta tutto ciò che trovavano di commestibile nell’isola e quello di Ginevra e Nicolò era di “decifrare” le incisioni.

Edoardo e Tommaso scoprirono che dall'altra parte dell'isola si vedevano delle grotte di un promontorio che erano in parte sommerse dall'acqua. Invece Ginevra e Nicolò scoprirono che le grotte in parte sommerse, trovate dai ragazzi, avevano raffigurata una leggenda che parlava di una creatura per metà ciclope e per metà sirena, ma senza il canto magico.

Lo riferirono a gli altri del gruppo, ma diedero tutti poco peso alla leggenda, ma comunque decisero di non andarci per sicurezza.

Dopo una settimana, l’isola Inloa era diventata la loro nuova casa, allevavano gli animali del posto, pescavano, coltivavano e giocavano con una palla che avevano creato con cocco e alghe senza pensare più alla leggenda. Quel giorno però, mentre giocavano la palla finì vicino alle grotte sommerse e Tommaso decise di andare a riprenderla.

Più lui si avvicinava, più la palla si allontanava dentro le grotte.

Quando il resto dei ragazzi si accorse che la palla si stava allontanando troppo e che non era una buona idea entrare nelle grotte, urlarono a Tommaso di tornare indietro e che avrebbero rifatto la palla.

Ma Tommaso continuava a andare verso le grotte come se fosse attratto da esse e non sentiva o ascoltava i suoi amici.

Così Vittoria provò ad andargli in contro per farlo tornare sull’isola e sentì dei suoni strani che dopo un po’ che li ascoltava sembravano quasi una canzone.

Vittoria continuava ad urlare a Tommaso che però era come se non sentisse proprio.

Vittoria così chiamò Ginevra e Beatrice per aiutarla a prendere Tommaso di forza e portarlo sull’isola, avendo capito che probabilmente era il canto che lo “ipnotizzava” e che sulle ragazze non funziona.

Per fortuna erano tutte molto veloci a nuotare e riuscirono a raggiungere il ragazzo, sembrava quasi che non si fosse neanche accorto che lo  stessero prendendo di peso. Guardava nel vuoto dentro la grotta come un cane che aspetta la sua porzione di cibo. 

-Lo abbiamo preso! Iniziamo a tornare a riva, vieni?- dissero Ginevra e Beatrice

-Andate, ora arrivo anche io- disse Vittoria

Prima di tornare a riva, Vittoria guardò indietro verso la grotta e vide un’ombra muoversi in lontananza. Appena Vittoria vide l'ombra, essa iniziò a scomparire verso l’interno della grotta e di lei non ci fu più nessuna traccia. Così decise di tornare sull’isola.

Appena arrivata a riva Tommaso corse verso di lei e la baciò.

Vittoria raccontò ai ragazzi l'ombra che aveva visto e tutti ne rimasero scioccati. Così le ragazze dissero ai ragazzi di non avvicinarsi alle grotte e che era arrivata l’ora di tornare a casa, perché una cosa di cui sono certe è che qualunque cosa ci sia nella grotta non è niente di buono.

Quindi iniziarono a costruire una barca con tronchi, alghe e pelli.

Dopo quasi un mese di lavoro, la barca era finalmente pronta e partirono verso casa.

Ci misero circa un'ora, ma arrivarono sani e salvi. Appena arrivati andarono subito dalla polizia per mandare delle pattuglie su Inloa e poi corsero a casa dai genitori che erano preoccupatissimi e gli raccontarono tutto quello che era successo sull’isola.

Due settimane dopo il loro ritorno, al telegiornale dissero che delle pattuglie che avevano mandato a Inloa non si sapeva più nulla e che gli uomini che avevano inviato erano tutti scomparsi.

Tre giorni dopo, sempre al telegiornale, dissero che Inloa era sparita e che di essa non c'erano più tracce. La cosa strana è che affondò solo l’isola e non anche le grotte che per un piccolo pezzo erano attaccate a essa.



Livia B.
Classe 2A



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