Racconto di avventura

Tutto è iniziato con una decisione sbagliata: spegnere il GPS. Io e Marco conoscevamo quel tratto di costa a memoria, o almeno così credevamo. Il gommone di mio zio beccheggiava dolcemente sulle onde, cullato da un mare così azzurro da sembrare finto. L'idea era semplice: superare la "Scogliera del Tuono", una formazione rocciosa a forma di uncino che segnava il confine delle acque sicure, pescare un po' e tornare prima di pranzo.

Ma a un certo punto spuntò dall’acqua uno scoglio appuntito e il gommone si bucò.

Io e Marco eravamo in panico, non sapevamo cosa fare, eravamo da soli e  in mezzo al nulla.

In lontananza vedemmo un’isola disabitata e nuotammo fino a lì dopo cinque minuti che stavamo nuotando arrivammo finalmente all’isola, era piena di palme e di risorse. Accendemmo un fuoco per avvisare una nave che speravamo passasse.

Dopo un mese conoscevamo tutta l'isola, accendevamo due/tre fuochi al giorno per avvisare le navi che erano lì, se c’erano. Sull’isola avevamo imparato nuove tecniche di sopravvivenza, tipo: come accendere un fuoco senza bastoncini(con l’accendino), come cucinare un bel brodo con il treppiede ecc.

Andammo a visitare la parte dell’isola opposta, era molto spaventoso perché eravamo solo in due e in caso di emergenza non potevamo proteggerci perche non facevamo nulla nella vita, neanche sport. 

Dopo un’ora sembrava che stessimo girando in tondo, dopo dieci minuti trovammo una grotta entrammo e vedemmo dei manufatti storici  che non avevano mai visto e mai cercato. Andammo più in fondo alla grotta e trovammo delle ciotole, vestiti, cibo ancora caldo; quindi siamo andati a cercare per tutta l'isola le persone che avevano lasciato tutta quella roba lì. Nella prima ora abbiamo cercato nella parte sud dell’isola, la seconda sulla parte ovest, la terza nella parte nord e la quarta ora sulla parte est dell’isola, dopo quattro ore che giravamo come due sciocchi eravamo esausti e andammo nella grotta. Visto che sapevamo che non avremmo trovato la grotta abbiamo fatto una mappa per tutto il tragitto. Entrati nella grotta vedemmo un fuoco acceso e delle ombre che facevano un rito per scacciare gli spiriti cattivi, ci allontanammo piano piano ma il più anziano ci fermò e ci invitò ad entrare e a finire il rito con loro; durò molto il rito ma dopo un po' finii e ci invitarono a mangiare con loro, noi accettammo e quando abbiamo finito di  mangiare ci chiesero di raccontare come eravamo arrivati su quest’isola e dopo dieci minuti che raccontavamo gli abbiamo anche noi chiesto come erano arrivati lì; loro ci dissero che come noi erano un gruppo di naufraghi e unissero le forze per sopravvivere nella giungla. Ritornammo nel nostro rifugio e accendemmo un fuoco.

Il giorno dopo una nave ci avvisto una nave e i nostri amici della sponda opposta arrivarono e ci svegliarono perché pensavano che con tutto quel fumo era per colpa di un incendio ma arrivati lì trovarono una nave che ci aspettava e con il cuore pieno di gioia ci vennero a svegliare e tornammo a casa tutti felici e contenti.


Lisa e Noa

Classe 2A







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