Recensione Cyberpunk: Edgerunners
Un futuro distopico che colpisce dritto al cuore
Cyberpunk: Edgerunners è un anime che parla di un futuro distopico, dove la clandestinità, la criminalità e la malavita echeggiano sempre di più.
L’anime inizia con il personaggio principale, David, che sta rivivendo una specie di carneficina fatta da un soldato militare che, per il troppo cromo (il cromo sono parti robotiche, come cannoni o lame sotto la pelle, o come il Sandevistan, ma a quello ci arriviamo dopo), attacca i neuroni. Alla fine il soldato muore per mano della Maxtach, che sarebbe un tipo di militari della sicurezza, immuni ai proiettili e difficili da eliminare. Quando il militare impazzito muore, finisce anche la XBD (una scheda di dati sulla vita di una persona) che David stava vivendo.
Conosciamo poi David, un ragazzo di Night City che va in una scuola molto prestigiosa per ragazzi ricchi. Anche se è povero, grazie al duro lavoro della madre riesce a permettersela. Lo stesso giorno però viene bullizzato da un riccone e dai suoi seguaci, che purtroppo lo picchiano a sangue, riducendolo come uno straccio. Decide comunque di entrare a scuola, ma il suo marchingegno per le lezioni (degli occhiali per la realtà virtuale), purtroppo non compatibile, si rompe e manda in blackout il server della scuola. La madre lo porta dal preside per parlarne, ma dopo la chiacchierata dice che è mortificata e decide di pagare tutti i danni, anche se non necessario e anche se è in difficoltà con i soldi.
Come uno scherzo del destino, una gang prova ad attaccare un veicolo blindato che esplode e la madre purtroppo fa un incidente con l’auto coinvolta nell’esplosione e muore il giorno dopo. David, distrutto, decide di guardare tra le sue cose e trova il Sandevistan, un cyberware militare che ti permette di aumentare la tua velocità.
Il resto ve lo lascio scoprire da soli. Io non ho mai pianto per una serie, ma il finale è stato sconvolgentemente bello, anche se molto tosto.
DavideClasse 3G

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