Per te - recensione
Un film che ti fa vedere come tutto cambia e nulla resta uguale.
Un film che racconta la storia di un figlio che vede scomparire il padre davanti a sé piano piano.
Come la vita può sgretolarsi piano piano.
Come può metterti alla prova in ogni momento.
Come può distruggerti piano piano.
Come ti insegna ad andare avanti perché tutto passa.
Perché quello che non passa va combattuto.
Perché alla fine non sei tu che decidi come deve andare.
Perché alla fine ci metti tutto per le persone che ami.
Impari, sbagli, dimentichi e insegni agli altri.
Perché dopo tutto sei felice, arrabbiato, deluso, triste, euforico, impaurito.
Ma è tutta vita.
L’amore è facile quando è di qualcun altro.
Immagini tutto quello che c’è stato.
Correre il rischio di parlare e di provarci.
Ma Mattia ci mostra come piano piano cerca di riportare indietro il papà partendo da una giornata accompagnata dalla neve che si ricorderà per sempre.
Anna , Dion, Riccardo S.
Classe 3G
Paolo sta insegnando a suo figlio a farsi la barba.
Pelo e contropelo, pelo e contropelo.
Pare una ritornante e dolce melodia.
Un momento indimenticabile, che va oltre la sua malattia.
Mentre i ricordi delle altre persone restano ancorati nella mente, quelli di Paolo fuggono via e si consumano con il passare dei mesi, come una candela che inevitabilmente subisce il lento scorrere del tempo.
Ma un ricordo non muore mai, se continua a vivere dentro un cuore.
Paolo è animato dal desiderio di crearne di nuovi insieme alla sua famiglia, coltivando l’amore, prima che tutto sparisca, senza fare alcun rumore.
Andare a trovare il fratello, qualche lezione di guida improvvisata, ma tutto pur di vivere ogni giornata.
Chi l’avrebbe mai detto che la forza dell’amore valga ad un bambino la nomina ad Alfiere della Repubblica, ma questo giovane non cercava nessun trofeo, colmava soltanto con l’affetto i vuoti lasciati dalle memorie paterne, che pian piano lo salutavano con la mano.
La storia di Paolo è stata sigillata in una pellicola cinematografica, per imprimerla nei cuori di chi entra nelle sale.
Questo lungometraggio fa parecchio riflettere sul significato di una famiglia e sull’importanza di un ricordo insieme ad essa.
Merita davvero di essere compreso, per vedere con il cuore chi porta sulle spalle il peso dell’Alzheimer, per chi necessita di supporto per combattere una malattia, per conoscere il valore di Paolo e del sostegno di suo figlio, Per Te.
Mattia sta insegnando a suo padre a farsi la barba.
Pelo e contropelo, pelo e contropelo.
Pare una ritornante e dolce melodia.
Un momento indimenticabile, che va oltre ogni malattia.
Giulio, Stefano C. e Stefano M.
Classe 3G
“Per Te” è un film diretto da Alessandro Aronadio, che racconta la storia di un padre, Paolo, che soffre di una malattia, una forma di Alzheimer precoce.
E, se fosse tuo padre, come reagiresti?
Io vorrei avere anche un quarto del coraggio e della dedizione di Mattia, il figlio, perché nonostante sapesse che un giorno il padre si sarebbe dimenticato di lui, ha continuato a stargli vicino.
La scena più straziante è quando il figlio insegna al padre a farsi la barba e fuori nevica, proprio come nel ricordo ormai offuscato del matrimonio di Paolo e Michela, la moglie, a mio parere una donna fortissima, che nonostante le difficoltà gli è rimasta accanto.
Secondo me, questa è la rappresentazione dell’amore che vince su tutto.
Il figlio è stato anche nominato dal Presidente Sergio Mattarella come Alfiere della Repubblica.,
E, come dice Mattia, Paolo e tutte le persone malate sono forti come Rocky Balboa.
Sara
I ricordi sono delle impronte che ci lasciano le vicende della nostra vita e niente potrà mai toglierceli, o meglio, quasi niente.
Infatti esiste una malattia che può influire sull’ippocampo, la parte del cervello che elabora i ricordi.
Questa rara condizione genetica è la prima causa di demenza e brucia le cellule del cervello riducendo il corpo a uno straccio ed eliminando i ricordi dal più recente al più longevo.
“Per Te” è un film che parla proprio di un uomo, Paolo, affetto da questa malattia e di suo figlio Mattia, un ragazzino di appena 11 anni.
Paolo è un signore con poco più di quarant’anni, padre di Mattia e marito di Michela.
Per colpa della sua malattia, Paolo sarà costretto a dimenticare tutto nel giro di otto mesi: tutti i ricordi di una vita intera destinati a scomparire in un buco nero per una alterazione nel cervello che gli cambierà la vita per sempre.
Così decide di insegnare a suo figlio tutto ciò che può nel minor tempo possibile, dall’imparare a farsi la barba, a guidare un'automobile.
Nel film proverà a rivivere tutti i bei ricordi che ha passato nella sua vita e che un giorno non potrà più rivivere per via della malattia incurabile.
Paolo durante la sua malattia decide di tenere un diario nel quale si annota tutto quello da ricordare.
Per Paolo e Mattia sarà un viaggio lungo e pieno di emozioni e di avventure sia esilaranti che tristi.
Questo film è riuscito a stupirci sia per il significato sia per come nel giro di otto mesi un uomo riesca a trasformarsi dall’avere una vita felice a non ricordarsi neanche di avere una famiglia.
A cura di
Elia ed Ernesto
Classe 3G
Prima di parlarvi di questo fantastico film, una domanda: voi sapete cos'è l’ Alzheimer?
L’ Alzheimer è una malattia neurodegenerativa progressiva e la causa più comune di demenza.
La causa principale di questa malattia è la morte dei neuroni nelle aree del cervello legate all’ apprendimento, alla memoria, al linguaggio e ad altre capacità cognitive.
Ed è proprio da questa malattia che nasce il film “Per te”, tratto da una storia vera.
Parla della famiglia Piccoli che, a un primo sguardo, può sembrare una famiglia normale, ma invece non è così.
Infatti, Paolo deve affrontare l’ Alzheimer precoce che lo porterà a perdere tutta la sua memoria.
Ma è qui che uno dei suoi due figli, Mattia, prende l’impegno di aiutare e insegnare nuovamente al padre le cose anche quotidiane, come farsi la barba per esempio.
Così Mattia grazie al suo impegno nei confronti di suo papà, nel 2021 viene nominato e premiato dal Presidente Mattarella come Alfiere della Repubblica.
Il film ci fa percorrere la storia di questa famiglia e attraverso questa ci fa immedesimare nei membri della famiglia.
Come Paolo che prova paura al pensiero che, a causa della sua malattia, sarà destinato a dimenticare tutto ciò che ama; la moglie Michela che si sente affranta dal fatto che non potrà più vedere il marito come lo vedeva prima e, infine, Mattia che, al posto di cadere in un baratro di malinconia, ha deciso di prendere la situazione in mano e di impegnarsi lui stesso ad aiutare il padre a superare la sua paura di dimenticarsi tutto.
Questo film ci è piaciuto molto soprattutto per il messaggio che ci ha trasmesso, come l’ amore, la cura e la resilienza di fronte alla malattia dell’Alzheimer.
Lavoro di Gabriele, Maura e Riccardo V.
Un figlio che diventa grande per aiutare il padre.
Mattia, un semplice ragazzo della nostra età, già a 11 anni matura per poter aiutare il padre che soffre di Alzheimer.
All’inizio Mattia non capisce perché il padre Paolo gli sta già insegnando a guidare, a tagliare la barba e a cucinare.
Poi Paolo confessa al figlio della sua malattia.
La moglie, Michela, e Mattia lo aiutano facendo semplici giochi.
Questa potrebbe benissimo essere solo la trama di un film bellissimo ma no, è anche una storia vera.
Mattia, per la sua gentilezza e la sua empatia, è stato nominato Alfiere della Repubblica dal presidente Mattarella.
Io penso che Mattia sia stato molto forte perché non tutti a 11 anni riuscirebbero a fare così tanti sacrifici e a maturare così in fretta.
Questo film mi è piaciuto molto perché è molto interessante, gli attori hanno interpretato benissimo i loro ruoli, hanno fatto capire benissimo quali sono state le loro emozioni in ogni esatto momento.
Io consiglio questo film a tutti, perché fa riflettere tantissimo e mi sembra un argomento molto importante, a cui non pensiamo ogni giorno.
Gaia
Classe 3G

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